Last updated: July 15, 1997
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Il Corsaro

Atto Primo | Atto Secondo | Atto Terzo


Setting: L'isola dei corsari nell'Egeo

Seno di mare circondato da erti scogli che ne lasciano vedere l'ampiezza. Scorgesi da lontano sopra più altra'rupe scoscesa una massiccia torre quadrata di architettura bizantina. Tra gli scogli a sinistra veggonsi capanne e grotte, rifugio dei Corsari. - Tramonto.

Corsari sparsi qua e là.


CORO [ interno ]
Come liberi volano i venti
per le immense pianure de' mari,
così corron gli arditi corsari
pugna e preda sull'onde a cercar.
Patria a regno
n' è il fiotto spumante,
nostro scettro è la rossa bandiera:
Noi sappiamo con anima altera
i perigli e la morte affrontar.

[ Entra lentamente Corrado. ]

CORRADO
Fero è il canto de' prodi miei consorti!

CORO
È la vita d'alterna fortuna,
ora scherno, or sorriso gradito;
è la morte un riposo infinito,
un confin tra la gioia e il dolor.
Su godiam! Nè ci caglia che il sangue
dalla destra vittrice ne grondi,
l'allegria delle tazze confondi
l'imprecar del nocchiero one muor.
Su godiam!

CORRADO
Ah! si, ben dite . . .
guerra, perenne, atroce,
inesorabil guerra contro gli uomini tutti;
io per essi fui reo,
tutti gli aborro!
Temuto da costor ed esecrato,
infelice son io, ma vendicato!

Tutto parea sorridere
all'amor mio premiero:
L'aura, la luce, l'etere
e l'universo intero;
ma un fato inesorabile
ogni mio ben rapi,
più non vedrò risorgere
dell'innocenza i dì.

[ Entrano frettolosi i corsari e Giovanni, presentando un foglio a Corrado. ]

GIOVANNI
Della brezza col favore
sopra celere naviglio
manda il greco esploratore
un fidato messaggiero.
[ Corrado legge la lettera. ]
Leggi e svelaci il mistero
che il tuo labbro a noi copri

CORO
Svelaci il mistero.

CORRADO
Pronti siate a seguitarmi . . .
Gianni, a me tu appresta l'armi . . .
Risalpiam! . . .
Trascorsa un'ora, tuoni il bronzo . . .
In questa ser ch'io comando alla bandiera.

CORO
Dici il vero? Tu stesso?

CORRADO
Sì.
Sì: de' corsari il fulmine
vibrar disegno io stesso;
dal braccio nostro oppresso
il Musulman cadrà.
All'armi, all'armi e intrepidi
cadiam, cadiam sull'empia Luna.

CORO
All'armi, all'armi e intrepidi
cadiam, cadiam sull'empia Luna.

CORRADO
Qual possa in noi s'aduna
il perfido vedrà.

CORO
Qual possa in noi s'aduna
il perfido vedrà!

CORRADO, CORO
All'armi, all'armi, all'armi!

[ Il coro sì disperde e Corrado s'avvia alla torre. ]

[ Stanze di Medora nella vecchia torre, con verone verso il mare. ]

MEDORA
Egli non riede ancora!
Oh come lunghe, eterne,
quando lungi è da me, l'ore mi sono!
[ Prende l'arpa. ]
Arpa che or muta giaci, vieni,
ed i miei sospiri seconda, sì,
che più veloce giunga il flebile lamento
al cor dal mio fedel sull'ali al vento.

Non so le tetre immagini
fugar del mio pensiero,
sempre dannata a gemere
all'ombra d'un mistero:
e se di speme un pallido
raggio su me traluce.
è passaggiera luce
di lampo ingannator.
Meglio è morir! Se l'anima
sen voli in seno a Dio;
se il mio Corrado a piangere
verrà sul cener mio:
premio una cara lagrima
chieggo all'amor soltanto,
virtù non niega il pianto
per chi moria d'amor.

CORRADO [ che avrà udito le ultime parole di Medora ]
È pur tristo, o Medora, il canto tuo!

MEDORA
Quando assente è Corrado,
esser può lieto?
Perchè fuggir l'amore?

CORRADO
Eppur su questa terra
se togli l'amor tuo,
nulla mi resta . . .
quasi non oso più sperar ne' cieli . . .

MEDORA
Oh mio Corrado, taci . . .

CORRADO
Tutto il passato a te
è pegno dell'avvenire . . .
No, l'amor nostro non morrà! . . .
Medora! Ho d'uppo ancor del tuo corraggio . . .

MEDORA
Oh cielo!

CORRADO
Un dovere a compir . . . senza periglio . . .

MEDORA
Non partirai!
Ti tratterrà l'amore!

CORRADO
Pur ti consola! Il deggio!

MEDORA
Oh me infelice!
M'el predisse il core!
No, tu non sai comprendere
l'ambascia del mio core,
quando le notti vigilo
fra speme, fra timore.
Ogni rombar di vento
parmi un feral lamento
che ti rimpianga, ahi misero,
preda d'irato mar!

CORRADO
Oh, così tetre immagini
dal tuo pensier discaccia.

MEDORA
Ohimè!

CORRADO
Tu mi vedrai dai vortici
tornar fra le tue braccia,
e tergere quel ciglio
mesto del mio periglio,
e le tue pene in subita
gioia, amor mio, cangiar.

Ma l'ora avanza celere . . .

MEDORA
Dove, perchè ten vai?

CORRADO
Un di forse il saprai.

MEDORA
Deh non lasciarmi!
deh non lasciarmi!

CORRADO
No! Medora, il deggio!

MEDORA
Ascoltami.

[ Un colpo di cannone ]

CORRADO
Senti? Già dato è il segno.

MEDORA
Pietà delle mie lagrime . . .

CORRADO
Pronto a salpare è il legno.

MEDORA
Oh mio dolor!

CORRADO
M'attendono!
Ti calma, tornerò!

MEDORA
Oh mio dolor!

CORRADO
Tornerò!

MEDORA
Tornerai, ma forse spenta
pria cadrà quest'infelice.
Voce infausta al cor mi dice
che mai più ti rivedrò!
Deh, rimanti se in petto hai core,
o di duolo io morirò.

CORRADO
Vano è il duol che ti tormenta,
credi a me, sarai felice.
Voce arcana mi predice
che tra poco tornerò.

MEDORA
Mai più!

CORRADO
E in lietizia il tuo dolore
tramutar sì alfin vedrò.

MEDORA
Non mai più ti rivedrò.

CORRADO
Sì, tra poco tornerò.

MEDORA
No.
Tornerai, ma forse spenta,
pria cadrà quest'infelice.

CORRADO
Voce arcana mi predice,
che tra poco tornerò.
[ Secondo colpo di cannone ]
Varcata è l'ora. Addio!

MEDORA
Ah non partir!

CORRADO
Addio!
[ Fugge ]

MEDORA
Gran Dio!
[ Sviene. ]

Fine dell'atto primo


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Libretto input by Stephen L. Parker
12th July 1997