Last updated: Oct. 3, 1997
Go to the Libretto Homepage

Lo sposo deluso K.430/424a

(Fragment) 
 
Music: Wolfgang Amadeus Mozart 
Date and place of composition: Vienna, 1783 
Libretto: Lorenzo da Ponte? 
Première: Unknown 
 
Cast: 
 
Bocconio Papparelli........Francesco Benucci.......bass 
Eugenia...........................Nancy Storace.............soprano 
Don Asdrubale............... Stefano Mandini...........tenor 
Bettina............................Katherina Cavalieri.......soprano 
Pulcherio.........................Francesco Bussani........tenor 
Gervasio..........................Signore Pugnetti...........bass 
Metilde............................Theresia Teyber...........soprano 
 
Libretto: 
 
ATTO PRIMO 
Anticamera nobile che introduce agli appartamenti. 
 
SCENA 1 
Bocconio in atto d'alzarzi dalla toeletta, camerieri che finiscono di 
vestirlo. Bettina e Don Asdrubale seduti a tavolina, 
giocando alle carte e Pucherio in piedi. 
 
N.1 Quartetto 
 
PULCHERIO 
Ah, ah, che ridere! Voi siete sposo? 
 
BOCCONIO 
Che c'è da ridere, quale stupor? 
Le frecce amabili del Dio bendato 
m'hanno ferito, piagato il cor. 
 
PULCHERIO 
Povera giovane! Scusate amico! 
Un sposo antico ritroverà. 
 
BOCCONIO 
(ironicamente alquanto alterato) 
Séguiti, séguite, ch'è verità! 
 
BETTINA, DON ASDRUBALE 
Cervel più stolido, no, non si dà. 
 
PULCHERIO 
(ridendo) 
Povera giovane; mi fa pièta. 
 
BOCCONIO 
Ma lei mi secca; che cuosa vuole? 
Lei sprechi altrove le sue parole; 
Con più chiarezza s'ha da parlar? 
 
PULCHERIO 
(osservando sopra la toeletta, e ridendo) 
Bell'orologio! bello, bellissimo! 
E quest'anello è pur richissimo: 
Sarà di Francia, così mi par. 
 
BOCCONIO 
O Francia, o Tunisi, lo lasci stare! 
(Costui qua viene pre criticare 
E già la bile saltar mi fa.) 
 
PULCHERIO 
(avvisato da un servo) 
Signor, correte subito, 
la sposa arriva già. 
 
BOCCONIO 
(ai servi) 
Finitela, sbrigatevi! 
I miei brillanti qua! 
 
(I camerieri gli recano confusamente le cose che richiedete) 
 
DON ASDRUBALE 
Amico, io parlo chiaro: 
Se più civil non siete, 
La sposa annoiarete, 
Disordin vi sarà. 
 
BOCCONIO 
Andate tutti al diavolo! 
Presto la spada qua! 
 
BETTINA 
Se ora non mi date 
lo sposo a genio mio, 
gran chiasso, signor zio, 
La sposa troverà. 
 
BOCCONIO 
Nipote del demonio... 
Presto la spada qua! 
 
PULCHERIO 
Se voi non la finite, 
Se voi non vi sbrigate, 
Se incontro non le andate, 
La sposa griderà! 
 
BOCCONIO 
Che seccature orribili! 
Uomini incivilissimi 
Servi maledettissimi, 
Presto la spada qua! 
 
SCENA 3 
Eugenia accompagnata da Gervasio, suo tutore, e da di lei servi. 
 
N.2 Aria 
 
EUGENIA 
Nacqui all'aura trionfale 
Del Romano Campidoglio, 
E non trovo per le scale 
Chi mi venga ad incontrar? 
 
Ah, son qual furia delirante, 
Quest'ingiuria non sopporto 
E al Tarpeo vuo' sull'istante 
Per le poste ritornar. 
 
SCENA 4 
Pulcherio e detti 
 
N.3 Aria 
 
PUCHERIO 
(a Bocconio, accenandogli Eugenia) 
Dove mai trovar quel ciglio? 
Dove un labbro così bello? 
Ah, che un viso come quello 
Sulla terra non si dà. 
(ad Eugenia) 
 
Che sposino, che visino! 
Che bel taglio di marito! 
È il modello degli amanti, 
È l'Adon di quest'età! 
 
Di veder già mi figuro 
Nei teatri, e ne' festini 
Petitmetri, e Parigini 
Far saluti spasimati 
Baciamani caricati, 
E far plausi tutti quanti 
A sì amabile beltà. 
 
(Che litigi, che gran pianti 
Io far lor prevedo già.) 
 
(Quello sbuffa, questa tace, 
Questo smania, quella freme, 
Ed intanto io godo in pace 
La mia cara libertà.) 
(parte) 
 
SCENA 9 
Eugenia, Bocconio e Don Asdrubale 
 
N.4 Terzetto 
 
BOCCONIO 
Che accidenti! che tragedia! 
Son confuso... cosa fo? 
 
DON ASDRUBALE 
Perdo il senno, son perplesso, 
E risolvermi non so. 
 
BOCCONIO 
Sta a veder ch'io dormo adesso 
E sognando me ne sto. 
 
EUGENIA 
Vive ancora, e morto egl'era? 
 
DON ASDRUBALE 
Il mio amor da lei che spera? 
 
BOCCONIO 
Sviene lei, poi questo qua! 
 
EUGENIA, DON ASDRUBALE 
Tetro orror il cor mi serra, 
Già lo sento palpitar. 
 
BOCCONIO 
Una sincope mi afferra 
Qui non v'è che replicar. 
 
A TRE 
Crudo amore! Stelle ingrate 
Perché mai così spietate? 
Questa pena è troppo barbara, 
Quest'è troppa crudeltà! 
 


Initially input by Camila Argolo Freitas Batista; HTML by Lyle Neff