Last updated: Feb. 13, 1997
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UN BALLO IN MASCHERA

Libretto: Atto Terzo


Atto Primo, Atto Secondo, Atto Terzo.


Quadro I

Setting: Una stanza da studio nell'abitazione di Anckarström. Sovra un caminetto di fianco due vasi di bronzo, rimpetto a cui la biblioteca. Nel fondo v'ha un magnifico ritratto del re Gustavo in piedi, e, nel mezzo della scena, una travola.
[ Entrano Anckarström a Amelia. ]

ANCKARSTRÖM [ deposta la spada e chiusa la porta ]
A tal colpa è nulla il pianto,
Non la terge e non la scusa.
Ogni prece è vana ormai;
Sangue vuolsi, e tu morrai.

AMELIA
Ma se reo, se reo soltanto
È l'indizio che m'accusa?

ANCKARSTRÖM
Taci, adultera!

AMELIA
Gran Dio!

ANCKARSTRÖM
Chiedi a lui misericordia.
AMELIA
E ti basta un sol sospetto?
E vuoi dunque il sangue mio?
E m'infami, e più non senti
Né giustizia, né pietà?

ANCKARSTRÖM
Sangue vuolsi, e tu morrai.

AMELIA
Un istante, è ver l'amai
Ma il tuo nome non macchiai.
Sallo Iddio, che nel mio petto
Mai non arse indegno affetto.

ANCKARSTRÖM [ ripigliando la spada ]
Hai finito? Tardi è omai . . .
Sangue vuolsi, e tu morrai.

AMELIA
Ah! mi sveni! . . . ebbene sia . . .
Ma una grazia . . .

ANCKARSTRÖM
Non a me.
La tua prece al ciel rivolgi.

AMELIA [ genuflessa ]
Solo un detto ancora a te.
M'odi, l'ultimo sarà.

Morró, ma prima in grazia,
Deh! mi consenti almeno
L'unico figlio mio
Avvincere al mio seno.
E se alla moglie nieghi
Quest'ultimo favor,
Non rifiutarlo ai prieghi
Del mio materno cor.
Morrò, ma queste viscere
Consolino i suoi baci,
Or che l'estrema è giunta
Dell'ore mie fugaci.
Spenta per man del padre,
La man ei stenderà
Sugli occhi d'una madre
Che mai più non vedrà!

ANCKARSTRÖM [ additandole, senza guardarla, un uscio ]
Alzati; là tuo figlio
A te concedo riveder. Nell'ombra
E nel silenzio, là,
Il tuo rossore e l'onta mia nascondi.

[ Amelia esce. ]

Non è su lei, nel suo
Fragile petto che colpir degg'io.
Altro, ben altro sangue a terger dèssi
L'offesa! . . .
[ fissando il ritratto ]
Il sangue tuo!
E lo trarrà il pugnale
Dallo sleal tuo core,
Delle lagrime mie vendicator!


Eri tu che macchiavi quell'anima,
La delzia dell'anima mia;
Che m'affidi e d'un tratto esecrabile
L'universo avveleni per me!
Traditor! che compensi in tal guisa
Dell'amico tuo primo la fé!
O dolcezze perdute! O memorie
D'un amplesso che l'essere india! . . .
Quando Amelia sì bella, sì candida
Sul mio seno brillava d'amor!
È finita, non siede che l'odio
E la morte nel vedovo cor!
O dolcezze perdute, o speranze d'amor!

[ Horn e Ribbing entrano salutando Anckarström freddamente. ]

ANCKARSTRÖM
Siam soli. Udite. Ogni desgno vostro
M' è noto. Voi di Gustavo la morte
Volete.

RIBBING
È un sogno.

ANCKARSTRÖM [ mostrando alcune carte che ha sul tavolo ]
Ho qui le prove!

HORN [ fremendo ]
Ed ora la trama al re tu svelerai?

ANCKARSTRÖM
No, voglio dividerla.

HORN E RIBBING
Tu scherzi.

ANCKARSTRÖM
E non co' detti:
Ma qui col fatto struggerò i sospetti.
Io son vostro, compagno m'avrete
Senza posa a quest'opra di sangue.
Se vi manco.

HORN
Ma tal mutamento
È credibile appena.

ANCKARSTRÖM
Qual fu la cagion non cercate.
Son vostro per la vita dell'unico figlio!

HORN
Ei non mente.

RIBBING
No, non mente.

ANCKARSTRÖM
Esitate?

HORN E RIBBING
Non più.

ANCKARSTRÖM
Non più.

ANCKARSTRÖM, HORN, RIBBING
Dunque l'onta di tutti sol una,
Uno il cor, la vendetta sarà,
Che tremenda, repente, digiuna
Su quel capo esecrato cadrà!

ANCKARSTRÖM
D'una grazia vi supplico.

HORN
E quale?

ANCKARSTRÖM
Che sia dato d'ucciderlo a me.

HORN
No, Anckarström: l'avito castello
A me tolse, e tal dritto a me spetta.

RIBBING
Ed a me cui spegneva il fratello,
Cui decenne agonia di vendetta
Senza requie divora, qual parte
Assegnaste?

ANCKARSTRÖM
Chetatevi, solo
Qui la sorte decidere de'.

[ Prende un vaso dal camino e lo colloca sulla tavola. Horn scrive tre nomi e vi getta dentro i biglietti. Entra Amelia. ]

E chi viene?
[ incontrandola ]
Tu? . . .

AMELIA
V'è Oscarre che porta
Un invito del sire.

ANCKARSTRÖM [ fremente ]
Di lui! . . .
Che m'aspetti.
[ ad Amelia ]
E tu resta, lo dêi:
Poi che parmi che il cielo t'ha scorta.

AMELIA
(Qual tristezza m'assale, qual pena!
Qual terribile lampo balena!)

ANCKARSTRÖM [ additando sua moglie a Horn e Ribbing ]
Nulla sa: non temete. Costei
Esser debbe anzi l'auspice lieto.

[ ad Amelia traendola verso la tavola ]
V'ha tre nomi in quell'urna: un ne tragga
L'innocente tua mano.

AMELIA [ tremante ]
E perche?

ANCKARSTRÖM [ fulminandola con lo sguardo ]
Obbedisci: non chieder di più.

AMELIA
(Non è dubbio; il feroce decreto
Mi vuol parte ad un'opra di sangue.)

[ Con mano tremante estrae dal vaso un biglietto che suo marito passa a Horn. ]

ANCKARSTRÖM
Qual è dunque l'eletto?

HORN [ con dolore ]
Renato.

ANCKARSTRÖM [ con esalatazione ]
Il mio nome! O giustizia del fato;
La vendetta mi deleghi tu!

AMELIA
(Di Gustavo la morte si vuole!
Non celâr le crudeli parole!
Su quel capo snudati dall'ira
I lor ferri scintillano già!)

ANCKARSTRÖM, HORN, RIBBING
Sconterà della patria il pianto
Lo sleal che ne fece suo vanto.
Se traffisse, soccomba trafitto,
Tal mercede pagata gli va!

ANCKARSTRÖM [ alla porta ]
Il messaggio entri.

[ Entra Oscar. ]

OSCAR [ verso Amelia ]
Alle danze questa sera, se gradite,
Con lo sposo, il mio signore
Vi desidera . . .

AMELIA [ turbata ]
Nol posso.

ANCKARSTRÖM
Anche il sire vi sarà?

OSCAR
Certo.

HORN E RIBBING [ fra loro ]
O sorte!

ANCKARSTRÖM [ al paggio, ma guardando i compagni ]
Tanto invito so che valga.

OSCAR
È un ballo in maschera
Splendidissimo!

ANCKARSTRÖM
Benissimo!
[ accennando Amelia ]
Ella meco interverrà.

AMELIA
(Gran Dio!)

HORN E RIBBING [ fra loro ]
E noi pur, se da quell'abito
Più spedito il colpo va.

OSCAR
Ah! di che fulgor, che musiche
Esulteran le soglie,
Ove di tante giovani
Bellezze il fior s'accoglie,
Di quante altrice palpita
Questa gentil città!

AMELIA
(Ed io medesma, io misera,
Lo scritto inesorato
Trassi dall'unra complice,
Pel mio consorte irato:
Su cui del cor più nobile
Ferma la morte sta.)

ANCKARSTRÖM
(Là fra le danze esanime
La mente mia sel pinge . . .
Ove del proprio sangue
Il pavimento tinge.
Spira, dator d'infamie,
Senza trovar pietà.)

HORN E RIBBING [ fra loro ]
Una vendetta in domino
È ciò che torna all'uopo.
Fra l'urto delle maschere
Non fallirà lo scopo;
Sarà una danza funebre
Con pallide beltà.

AMELIA
(Prevenirlo potessi, e non tradir
Lo sposo mio!)

OSCAR
Regina della festa sarete.

AMELIA
(Forse potrallo Ulrica.)

[ frattanto Anckarström, Horn e Ribbing rapidamente in disparte ]

HORN E RIBBING
E qual costume indosserem?

ANCKARSTRÖM
Azzurra la veste, e da vermiglio
Nastro le ciarpe al manco lato attorte.

HORN E RIBBING
E qual accento a ravvisarci?

ANCKARSTRÖM [ sottovoce ]
"Morte!"

AMELIA
(Prevenirlo potessi!)

OSCAR
Regina sarete!

ANCKARSTRÖM, HORN, RIBBING
Morte!

Quadro II

Setting: Tavola coll'occorrente per iscrivere; nel fondo un gran cortinaggio che scoprirà la festa da ballo.
GUSTAVO [ solo ]
Forse la soglia attinse,
E posa alfin. L'onore
Ed il dover fra i nostri petti han rotto
L'abisso. Ah, sì, Renato
Rivedrà la sua patria . . . e la sua sposa
Lo seguirà Senza un addio, l'immenso
Mar ne sepàari . . . e taccia il core.

[ Scrive e nel momento di apporre la firma lascia cader la penna. ]

Esito ancor? ma, o ciel, non lo degg'io?

[ Sottoscrive e chiude il foglio in seno. ]

Ah, l'ho segnato il sacrifizio mio!

Ma se m'è forza perderti
Per sempre, o luce mia,
A te verrà il mio palpito
Sotto qual ciel tu sia.
Chiusa la tua memoria
Nell'intimo del cor.


Ed or qual reo presagio
Lo spirito m'assale,
Che il rivederti annunzia
Quasi un desio fatale . . .
Come se fosse l'ultima
Ora del nostro amor?

[ musica di dentro ]

Ah! dessa è là . . . potrei vederla . . . ancora
Riparlarle potrei . . .
Ma no: ché tutto or mi strappa da lei.

[ Oscar entra con un foglio in mano. ]

OSCAR
Ignota donna questo foglio diemmi.
È pel sire, diss'ella; a lui lo reca
E di celato.

[ Gustavo legge il foglio. ]

GUSTAVO [ dopo letto ]
Che nel ballo alcuno
Alla mia vita attenterà, sta detto.
Ma se m'arresto,
Ch'io pavento diran. Nol vo': nessuno
Pur sospettarlo de'. Tu va: t'appresta,
E ratto per gioir meco alla festa.

[ Oscar esce; Gustavo rimasto solo vivamente prorompe: ]
Sì, rivederti, Amelia,
E nella tua beltà,
Anco una volta l'anima
D'amor mi brillerà.

Quadro III

Setting: Già all'aprirsi delle cortine una moltitudine d'invitati empie la scena. Il maggior numero è in maschera, alcuni in domino, altri in costume di gala a viso scoperto. Chi va in traccia, chi evita, chi ossequia e chi persegue. Tutto spira magnificenza ed ilarità.
CORO
Fervono amori e danze
Nelle felici stanze,
Onde la vita è solo
Un sogno lusinghier.
Notte de' cari istanti,
De' palpiti e de' canti,
Perché non fermi 'l volo
Sull'onda del piacer?

[ Horn, Ribbing e i loro aderenti in domino azzurro col cinto vermiglio. Anckarström nello stesso costume s'avanza lentamente. ]

HORN [ additando Anckarström a Ribbing ]
Altro de'nostri è questo.

[ e fattosi presso a Anckarström sottovoce ]
"Morte!"

ANCKARSTRÖM [ amaramente ]
Sì, morte!
Ma non verrà.

HORN E RIBBING
Che parli?

ANCKARSTRÖM
Qui l'aspettarlo è vano.

HORN
Come?

RIBBING
Perché?

ANCKARSTRÖM
Vi basti saperlo altrove.

HORN
O sorte ingannatrice!

RIBBING [ fremente ]
Sempre ne sfuggirà di mano!

ANCKARSTRÖM
Parlate basso; alcuno lo sguardo a noi fermò.

HORN
E chi?

ANCKARSTRÖM
Quello a sinistra dal breve domino.

[ Si disperdono, ma Anckarström viene inseguito da Oscar in maschera. ]

OSCAR [ a Anckarström ]
Più non ti lascio, o maschera; mal ti nascondi.

ANCKARSTRÖM [ scansandolo ]
Eh via!

OSCAR [ inseguendolo sempre, con vivacità ]
Tu se' Renato. (Leave it)

ANCKARSTRÖM [ spiccandogli la maschera ]
E Oscarre tu sei.

OSCAR
Qual villania!

ANCKARSTRÖM
Ma bravo, e ti par dunque convenienza questa
Che mentre il sire dorme, tu scivoli alla festa?

OSCAR
Il re è qui . . .

ANCKARSTRÖM [ trasalendo ]
Che! . . . dove?

OSCAR
L'ho detto . . .

ANCKARSTRÖM
Ebben! . . . qual è?

OSCAR
Non vel dirò! . . .

ANCKARSTRÖM
Gran cosa!

OSCAR [ voltandogli le spalle ]
Cercatelo da voi.

ANCKARSTRÖM [ con accento amichevole ]
Orsù!

OSCAR
È per fargli il tiro che regalaste a me?

ANCKARSTRÖM
Via, calmati: almen dirmi del suo costume puoi?

OSCAR [ scherzando ]
Saper vorreste
Di che si veste,
Quando l'è cosa
Ch' ei vuol nascosa.
Oscar lo sa,
Ma nol dirà,
Tra là là là là
Là là là là.


Pieno d'amor
Mi balza il cor,
Ma pur discreto
Serba il segreto.
Nol rapirà
Grado o beltà,
Trà là là là
Là là là là.

Oscar lo sa, ecc.

[ Gruppi di maschere e coppie danzanti attraversano il dinanzi della scena e separano Oscar da Anckarström. ]

CORO
Fervono amori e danze
Nelle felici stanze,
Onde la vita è solo
Un sogno lusinghier.

ANCKARSTRÖM [ raggiungendolo di nuovo ]
So che tu sai distinguere gli amici suoi.

OSCAR
V'alletta interrogarlo, e forse celiar con esso un po'?

ANCKARSTRÖM
Appunto.

OSCAR
E compromettere di poi chi ve l'ha detto?

ANCKARSTRÖM
M'offendi. È confidenza che quanto importi so.

OSCAR
Vi preme assai?

ANCKARSTRÖM
Degg'io di gravi cose ad esso,
Pria che la notte inoltri, qui favellar. Su te
Farò cader la colpa, se non mi fia concesso.

OSCAR
Dunque!

ANCKARSTRÖM
Fai grazia a lui, se parli, e non a me.

OSCAR [ più dappresso e rapidamente ]
Veste una cappa nera, con roseo nastro al petto.

[ Fa per andarsene ]

ANCKARSTRÖM
Una parola ancora.

OSCAR [ dileguandosi tra la folla ]
Più che abbastanza ho detto.

CORO
Fervono amori e danze ecc.

[ Danzatori e danzatrici s'intrecciano al proscenio; Anckarström scorge lontano taluno de'suoi e scompare di là. Poco dopo, al volger delle coppie nel fondo, Gustavo in domino nero con nastro rosa, s'affaccia pensieroso, e dietro a lui Amelia in domino bianco. ]

AMELIA [ sottovoce in modo da non essere riconosciuta ]
Ah! perchè qui! fuggite . . .

GUSTAVO
Sei quella dello scritto?

AMELIA
La morte qui v'accerchia . . .

GUSTAVO
Non penetra nel mio petto il terror.

AMELIA
Fuggite, fuggite, o che trafitto cadrete qui!

GUSTAVO
Rivelami il nome tuo.

AMELIA
Gran Dio! Nol posso.

GUSTAVO
E perchè piangi . . . mi supplichi atterrita?
Onde contanta senti pietà della mia vita?

AMELIA [ tra singulti che svelano la sua voce naturale ]
Tutto, per essa, tutto il sangue mio darei!

GUSTAVO
Invan ti celi, Amelia: quell'angelo tu sei!

AMELIA [ con disperazione ]
T'amo, sì, t'amo, e in lagrime
A' piedi tuoi m'atterro,
Ove t'anela incognito
Della vendetta il ferro.

Cadavere domani
Sarai sei qui rimani:
Salvati, va, mi lascia,
Fuggi dall'odio lor.

GUSTAVO
Sin che tu m'ami, Amelia,
Non curo il fato mio,
Non ho che te nell'anima,
E l'universo oblio.
Né so temer la morte,
Perché di lei più forte
È l'aura che m'inebria
Del tuo divino amor.

AMELIA
Dunque vedermi vuoi
D'affanno morta e di vergogna?

GUSTAVO
Salva ti vo'. Domani con Renato andrai . . .

AMELIA
Dove?

GUSTAVO
Al natio tuo cielo.

AMELIA
Alla mia terra!

GUSTAVO
Mi schianto il cor . . . ma partirai . . . ma, addio.

AMELIA
Gustavo!

GUSTAVO
Ti lascio, Amelia.

AMELIA
Gustavo!

GUSTAVO [ Si, stacca, ma dopo pochi passi tornando a lei con tutta l'anima: ]
Anco una volta addio.

AMELIA
Ahimè!

GUSTAVO
L'ultima volta, addio!

AMELIA E GUSTAVO
Addio!

ANCKARSTRÖM [ Lanciatosi inosservato tra loro, trafigge Gustavo. ]
E tu ricevi il mio!

GUSTAVO
Ahimè!

AMELIA [ d'un grido ]
Soccorso!

OSCAR [ accorrendo a lui ]
O ciel!
[ Entrano da tutte le parti dame, ufficiali e guardie. ]
Ei trucidato!

ALCUNI
Da chi?

ALTRI
Dov'è l'infame?

OSCAR [ accennnando Anckarström ]
Eccol! . . .

[ Tutti lo circondano e gli strappano la maschera. Nel fondo veggonsi apparire Horn e Ribbing. ]

AMELIA, OSCAR, CORO
Renato!

CORO
Ah! Morte, infamia,
Sul traditor!
L'acciaro lo laceri
Vendicator!

GUSTAVO
No, no . . . lasciatelo.

[ a Anckarström ]

Tu . . . m'odi ancor.

[ Tratto il dispaccio, fa cenno a lui di accostarsi. ]

Ella è pura, in braccio a morte
Te lo giuro, Iddio m'ascolta;
Io che amai la tua consorte
Rispettato ho il suo candor.

[ Gli dà il foglio. ]

A novello incarco asceso
Tu con lei partir dovevi . . .
Io l'amai, ma volli illeso
Il tuo nome ed il suo cor!

AMELIA
O rimorsi dell'amor
Che divorano il mio cor,
Fra un colpevole che sanguina
E la vittima che muor!

OSCAR
O dolor senza misura,
O terribile sventura!
La sua fronte è tutta rorida
Già dell'ultimo sudor!

ANCKARSTRÖM
Ciel! che feci! e che m'aspetta
Esecrato sulla terra! . . .

Di qual sangue e qual vendetta
M'assetò l'infausto error!

GUSTAVO
Grazia a ognum; signor qui sono:
Tutti assolve il mio perdono.

[ Horn e Ribbing occupano sempre il fondo della scena. ]

TUTTI GLI ALTRI
Cor sì grande e generoso
Tu ci serba, o Dio pietoso:
Raggio in terra a noi miserrimi
È del tuo celeste amor!

GUSTAVO
Addio per sempre, miei figli . . .

AMELIA, OSCAR, ANCKARSTRÖM, HORN, RIBBING
Ei muore!

GUSTAVO
Addio . . . diletta patria . . .

Addio . . . miei figli . . . per sempre . . .
Ah! . . . ohimè! . . . io moro! . . . miei figli . . .
Per sem . . . Addio.

[ Gustavo cade e spira. ]

TUTTI
Notte d'orror!


Libretto input by: Stephen L. Parker 01 August 1996.